Roero
Tra le varie attrattive di quest’area collinare chiamata Roero, l’ambiente è certo una di quelle a più forte richiamo, sia che si presenti in veste naturale, sia che riveli le trasformazioni impresse dall’opera dell’uomo.
C’e’ un legame diretto tra la formazione e natura del territorio e il manto vegetale che su di esso si è formato. Così la nascita di queste colline, relativamente recente sotto il profilo geologico (tra i 6/5 milioni di anni fa si colloca la definitiva emersione di queste terre dai fondali marini), e le fasi attraverso le quali esse hanno preso forma, hanno avuto effetti evidenti sulla morfologia del Roero.
Un vistoso fenomeno di erosione è all’origine delle rocche che attraversano con andamento da sud-ovest a nord-est il territorio, da Bra a Cisterna d’Asti, proprio in coincidenza del confine tra i depositi terziari (marini) e quelli quaternari (continentali).
Le forre, gli anfratti, le ripide pareti, le guglie che si offrono allo sguardo, sono la conseguenza di un grandioso evento naturale, la cattura del Tanaro e del ringiovanimento morfologico provocato dal sistema idrografico impostatosi dopo la cattura – tra 230.000 e 140.000 anni fa.
L’ambiente che si è venuto a creare, oltre a consentire il rinvenimento di interessanti e ben conservati fossili marini, presenta una flora assai originale.
Circa le essenze arboree, le specie che vivono nel Roero seguono una dislocazione altitudinale caratteristica: sulla sommità delle colline, formate da sabbia e ghiaie assolate e aride, troviamo il pino silvestre e la roverella, i castagni e le quercie occupano i versanti costituiti da sabbie astiane e sabbie argillose di transizione, salici, ontani, pioppi, si incontrano nelle zone basse e nei fondovalle ove le argille piacenziane, con la loro impermeabilità, trattengon l’acqua in superficie.
Nei boschi del Roero è ancora possibile rinvenire eccellenti funghi. La fauna trova nell’ambiente un rifugio naturale. Tra i mammiferi sono frequenti la volpe, il tasso, la donnola, la faina, lo scoiattolo ed il cinghiale.
L’estesa copertura boschiva consente la nidificazione di molte specie di uccelli assai raramente localizzati in Piemonte al di fuori dei rilievi maggiori: tra di essi la poiana, lo sparviere, il falco pecchiaiolo, il picchio rosso comune e la colombella.
L’interesse scientifico dell’avifauna di questi luoghi è testimoniato dalla pluriennale attività dell’Osservatorio Ornitologico Piemontese, ubicato presso la Cascina Serralunga, in località Baroli di Baldissero d’Alba, assai vicina al Parco Forestale del Roero
Tratto da: Roero Verde – Consorzio di forestazione

