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Langhe

Langhe: l’etimologia

Per comprendere il significato del termine “Langhe” possiamo risalire a differenti interpretazioni degli studiosi: esiste ad esempio chi lo deduce dal latino linguae, termine che  indicherebbe le strade dalla tipica forma che ricorda tante lingue. Altri sostengono la discendenza del nome dalla tribù longense, antichi abitatori liguri di cui si conosce poco o nulla. Per alcuni la derivazione sarebbe incece celtica e deriverebbe dal termine landu o londe caratterizzante una regione desertica e boschiva. Ha preso inoltre consistenza l’ipotesi di un’origine ligure dei nome, da “lanca” che starebbe ad indicare un’insieme di colline o avvallamenti.

In particolare i langenses erano una tribù di liguri, della zona appenninica, che si insediarono in un territorio risalente all’epoca romana, mentre il primo riferimento significativo sul territorio della Langa è stato individuato in un diploma dell’imperatore Ottone III del periodo intorno al 1000, indirizzato al vescovo di Savona. Agostino Della Chiesa invece attribuisce al nome “Langhe” un significato puramente geografico. Nella carta di Laliot, stilata a Parigi nel 1706, una linea tracciava i confini tra Dogliani e Ceva, attraversante i centri di Belvedere e Murazzano e veniva indicata come Langa di Mulassano. Per quanto riguarda la caratteristica delle “lingue di terra”, un viaggiatore francese che transitò nel Piemonte del 1800, osservava che l’arrondissement di Alba è costituito da colline e vallate e lingue di terra d’una ammirevole fecondità. Nello stesso periodo il sottoprefetto d’Alba, distingueva l’oltre tanaro, ricco e promettente per il suo commercio fiorente, in due tipologie: la Bassa ed Alta Langa.

Langhe: la conformazione geografica

Il termine Langhe oggi indica all’incirca il territorio collinare, alto fra 450 e 800 metri, compreso tra i fiumi Tanaro e la Bormida: terra caratterizzata da straordinaria fecondità.
La conformazione collinare principale delle Langhe è costituita da un insieme di lunghe dorsali emerse dall’antico specchio marino, alimentate in direzione nord-sud e divise tra loro da solchi scavati da numerosi torrenti facenti capo al bacino del Tanaro.

Si ritiene infatti che  le Langhe siano nate per orogenesi, cioè per corrugamento del mare padano in età terziaria derivante da conglomerati di conformazioni arenarie, marmo, calci e gessi.

Pur trovandosi in prossimità delle Alpi, questi rilievi appartengono al sistema appenninico. Si possono in particolare distinguere tre catene principali di colline: una orientale, fra le due Bormide, quella di Millesimo e di Spigno, una occidentale, compresa fra il Tanaro e il Belbo; ed una centrale, fra il Belbo e la Bormida di Millesimo. Ciascuna catena è poi carratterizzata da differenti ramificazioni che assumono il nome nome dai dai paesi, dalle qualità di vino oppure dai relativi torrenti.

L’Alta Langa si trova al centro di due catene parallele:quella che corre da Montezemolo a Bossolasco, sino a Lequio Berria, Benevello e Mango; e la catena che parte dall’altra parte del Belbo per arrivare fino a Castino.

Con il termine Media Langa si è soliti definire l’insieme delle colline, di altezza variabile tra i 500 e i 600 metri, comprese tra il Roddino, la Pedaggera, e i tre comuni, Manera, Mango, San Donato.

Per Bassa Langa, infine, si intendono tutte le altre colline, con coltivazioni specializzate e intensive, che scendono verso Alba, Dogliani, Canelli, Santo Stefano Belbo e i più importanti centri dei fondovalle.

Langhe: la letteratura e le tradizioni

A partire dagli anni cinquanta le Langhe sono entrate a far parte degli itinerari di viaggio turistico come zona geografica, letteraria e altamente tipica. La terra della Luna e i falò, di Cesare Pavese, del Partigiano Johnny e dei “23 giorni della città di Alba”, di Fenoglio e ancora la terra abitata dai Vinti di Nuto Revelli e degli emigranti è divenuta a poco a poco la ricca zona delle del vino (Barolo, Barbaresco, Moscato, Dolcetto), la fiera del tartufo bianco di Alba, i premi letterari (uno su tutti quello annuale di Grinzane Cavour), i castelli accoglienti con le loro enoteche e ristoranti e i loro musei.
Le colline delle Langhe sono divenute un paesaggio letterario tra i più famosi tanto che oggi diverse istituzioni spingono per la creazione di un “Parco letterario delle Langhe”.

Nel ricordo di Cesare Pavese si continuano ad organizzare feste patronali con le tipiche danze accompagnate dal suono della fisarmonica, dal buon vino e cucina prelibata. Altri itinerari turistico-letterari sono invece organizzati nei paesi dell’Alta Langa dove viene spesso rappresentata a teatro la vita dei personaggi fenogliani.

A Beppe Fenoglio infatti, scrittore nato ad Alba nel 1922, dobbiamo la descrizione più cruda e impietosa degli abitanti di Langa prima che arrivasse il benessere, quando erano costretti a vivere e a lavorare a fianco della povertà e fatica di tutti i giorni.

Un altro itinerario letterario di particolare curiosità che caratterizza le Langhe è quello delle masche, streghe contadine sovente dispettose che nell’immaginario popolare hanno generalmente il volto di una  vecchia, ma sanno assumere di volta in volta l’aspetto che torna loro più congeniale: il gatto nero, la capra, la lepre o la biscia. In un attimo possono anche trasformarsi in una siepe o in una foglia d’albero, nascondendosi in tal modo agli occhi indiscreti degli estranei desiderosi di conoscere i loro segreti.

La superstizione contadina delle masche può essere interpretata in relazione al contesto culturale nel quale si è sviluppata, osservando che spesso i presunti luoghi scelti dalle masche per i loro interventi siano in realtà quelli tipici delle comunità agricole del passato: le abitazioni, le stalle, i boschi, le strade di campagna o le vigne coltivate. Gli incantesimi avvenivano soprattutto la sera o di notte, quando comunque, a causa del buio, la vittima designata aveva minore possibilità di difesa e la vita della comunità si fermava per riposare, lasciando ognuno isolato nel proprio nucleo familiare.

Lo stato di inferiorità in cui l’individuo si veniva a trovare di notte e il bisogno di fornire una spiegazione ai fatti traumatici ed allora inspiegabili, spesso si traduceva nel sospettare il responsabile dell’accaduto all’interno della comunità stessa . Per questi motivi l’appellativo di masca veniva sovente attribuita a suocere, nuore oppure in generale parenti o vicini di casa, con i quali per qualche ragione si erano venuti a creare motivi di diverbio.

Langhe: una terra unica e straordinaria

Le Langhe, terra dei più nobili vini del mondo, del tartufo, dei paesaggi incantati, delle sagre più curiose  e dei meravigliosi castelli, costituiscono un patrimonio unico nel suo genere che stupisce chiunque per la sua bellezza: dai turisti di tutti i giorni agli intellettuali letterari di ogni tempo.

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